STONATURA

Deve essere una specie di contagio nel settore della cultura musicale. Dopo i casi (casini) di Siena Jazz e Rinaldo Franci, come segnalato su fb da Francesco Burroni, a “stonare” è questa volta la Chigiana. Nel bando di selezione del coro si legge che occorre “idoneità fisica alla mansione e non avere pregiudizi o ostilità nei confronti dei valori cristiani”. E tutti gli atei o praticanti altre religioni che amano il canto? E poi quali valori? Cosa faranno alla Chigiana? Chiederanno ai candidati cosa pensano del divorzio, dell’aborto, del fine vita? Domanderanno quante volte vanno a messa e quante comunioni fanno? Pare che nel bando si volesse dire che i coristi devono essere disposti a cantare anche inni religiosi nelle chiese. Ma se per davvero è questo che si voleva dire lo si è detto parecchio male.

V. a v.

ARU SENZA CONTROLLI

Le Aru senza più controlli. Se ne sono accorti i residenti vedendo le auto in divieto e senza multa crescere di numero. Mese dopo mese. Dove sono scomparsi gli ausiliari del traffico della Siena Parcheggi a cui erano (sono) affidate le Aru? Pare che siano stati dirottati alla riscossione dei tributi, il nuovo compito assegnato dal Comune a Siena Parcheggi. Compito incongruo rispetto a una società nata per occuparsi del miglioramento della sosta e della mobilità. E infatti le conseguenze negative si avvertono. Intanto sulle Aru. Poi si vedrà se anche sul resto. Pare anche che ci saranno assunzioni di altri ausiliari a compensare i vuoti. Bene, ma con quali costi? E soprattutto secondo quali criteri aziendali? Boh…

Abacuc

AL MANIERA DI ATTIS

https://www.radiosienatv.it/rinaldo-franci-benini-non-daremo-nessuna-garanzia-per-il-processo-di-statizzazione/

È questo l’ultimo capitolo del pasticciaccio dell’Istituto musicale Rinaldo Franci. La statalizzazione, lungamente perseguita, è a serio rischio proprio sulla linea di arrivo. Per un dispetto, per un puro giochetto di potere. Si tratta di comportamenti ricorrenti, quasi archetipici. Li ha immortalati il mito. Li mantengono vivi i modi di dire popolari. Fra le varie versioni del mito di Attis c’è questa. Siamo in Frigia. La dea Cibele si innamora di Attis che però è innamorato di una ninfa. Cibele la fa morire. Attis si mutila in modo da non poter più soddisfare le brame della dea. Scendendo dal sublime della mitologia al prosaico dei modi di dire c’è quello del tale che si tagliò…..per fare dispetto alla moglie (pari pari come Attis) e del talaltro che si schiacciava……per sentire il tonfo. Purtroppo però, in questo caso, le parti a forte rischio di essere tagliate o schiacciate appartengono non al tagliatore o allo schiacciatore bensì all’interesse collettivo della comunità senese.

Abacuc

CIÒ CHE NON ANDAVA DETTO

La città, a decoro e pulizia, non sta bene. Se ne sono accorti anche nella maggioranza consiliare. Ma neppure lei (la maggioranza) sta bene. Un tempo sterminata e compatta come un fusto zincato, sempre più va incrinandosi e assottigliandosi, con vari “civici” che si smarcano. Al Consiglio comunale di ieri sulla raccolta dei rifiuti, domani, c’è da prevedere (anzi l’hanno detto esplicitamente), su qualche altra cosa. L’impressione è quella di un’amministrazione a fine corsa (anche se la corsa, a giudizio di molti, non l’ha neppure avviata, intrigandosi in beghe e sottobeghe, nomine e assunzioni, dispetti e ripicche un po’ su tutto e con tutti) precocemente indebolita da alcuni sostenitori che ormai guardano ad un candidato a sindaco diverso da De Mossi o comunque cercano visibilità da giocare sui vari tavoli preparatori delle comunali del 2023. Per di più c’è chi gira il coltello nella piaga. Proprio sul tema del decoro e dei rifiuti l’assessore leghista Silvia Buzzichelli, stizzita per la mozione critica che veniva da una parte dei suoi (ormai mezzi ex) alleati, ha risposto prendendosela come di consueto con Sei Toscana (a cui però non risulta che abbia mai rivolto un addebito formale), attribuendo le colpe a chi amministrava Siena prima del 2013 (pur essendo ormai trascorsi tre anni e mezzo), ma soprattutto dicendo ciò che non andava detto. E cioè che per dare a Siena un piano dei rifiuti che risolvesse i problemi ci voleva un assessore di Firenze come lei. Frase in cui a provocare un sobbalzo non è, come si potrebbe campanilisticamente pensare, la parola “Firenze”, bensì tutto il resto.

Filrouge

SPORCELLATA

Oggi di prima mattina chi attraversava Piazza del Campo non credeva ai suoi occhi vedendo un branco di cinte senesi al Gavinone. E giù ipotesi: saranno uscite per magia dall’affresco del Buongoverno; stanno girando un film; si fa il palio coi maiali; è per fare sapere ai turisti che Piazza del Campo era un campo per davvero. Invece si trattava di un’iniziativa promozionale del Consorzio di tutela della cinta che in contemporanea teneva un convegno al Tartarugone. Alle dieci e mezza però i maiali erano già scomparsi. Dunque promozione lampo. Si è evitato di prolungarla per timore di contraccolpi polemici su un uso improprio di Piazza del Campo? In Piazza del Campo c’è stato esposto di tutto, e non da ora, eccedendo in un uso da palcoscenico commerciale e pubblicitario che ultimamente è però debordato. In questo contesto la cinta, che oltretutto ha un aspetto simpatico, non era la presenza più incongrua rispetto a tanta altra roba, sfilate di auto da ricconi in testa. Anche se io lì non c’è l’avrei fatta mettere.

PS. Per carità non si scomodino ancora una volta il medioevo e le sue rievocazioni. Lasciamolo alla storia il medioevo.

V. a v.

SCORAMENTO

Spentisi i riflettori locali e nazionali che si erano illuminati con le elezioni suppletive per via della candidatura di Enrico Letta e per la presenza costante di Salvini nel vano tentativo di contestarne la vittoria, i sentimenti in cui la cittadinanza senese rischia di ripiombare sono l’apatia e lo scoramento. Li si avvertono a destra, dove è diffusa la percezione che le novità che dovevano venire dall’esito delle comunali del 2018 non ci sono state. Certo, negli interventi dei supporter vecchi e nuovi e nelle dichiarazioni politiche ufficiali si parla di buoni risultati amministrativi. Ma se si va a sentire tanti che tre anni e mezzo fa votarono De Mossi, e si chiede loro cosa sia migliorato nella gestione della città (pulizia, decoro, cultura, dialogo costruttivo fra enti e istituzioni di vario genere, realizzazione di opere pubbliche di importanza strategica, capacità di non perdere importanti finanziamenti, progettazione seria della città futura) in genere scuotono la testa e alzano le spalle. Al massimo se ne escono con il solito “però anche quelli di prima”. Ma anche a sinistra (nel dibattito politico e nel dialogo pubblico) non si intravede ancora una reazione adeguata a ciò che tristemente è avvenuto, e cioè la riduzione di Siena a una “Sienina” meno che di provincia. Quasi che i sensi di colpa per la crisi del Monte gelasse ancora pensieri e parole e togliesse il coraggio delle idee. Esistono per fortuna settori della ricerca, del sapere, dell’economia che proiettano la città a livelli superiori. Ma per dare loro una sponda politica progettuale, convinta e fiduciosa, ancora ce ne manca.

V. a v.

VACCINATA E SILENZIOSA

https://www.radiosienatv.it/falsi-profili-social-allattacco-della-pagina-fb-della-asl-toscana-sud-est/

Non è grave come l’assalto alla CGIL di Roma o come l’altro assalto a un pronto soccorso sempre a Roma, ma rientra in un clima di intimidazione ad opera di una minoranza (forte anche delle sponde che trova in settori della politica di destra) contro la stragrande maggioranza degli italiani. Una stragrande maggioranza vaccinata e per ora silenziosa. Che dovrà pur trovare, prima o poi, i modi per fare sentire la propria voce e dire: ci avete stufato con i complotti, con i microchip iniettati per fare funzionare il 5G, con i nanobot dell’ultimo film di 007, con pretese come quella che la collettività paghi i tamponi a chi non vuole la cura che è gratuita, con il concetto fasullo di una libertà che è solo la mia e gli altri vadano pure a quel paese.

Filrouge

COME CAMBIA

Due risse all’uscita di scuola fra giovanissimi. Immortalata dal solito immancabile video in rete. Urla, spinte, qualche cazzotto. L’assessore all’istruzione commenta: le risse davanti alle scuole ci sono sempre state. Vero. Peccato che quattro anni fa (prima di diventare assessore) avrebbe gridato al degrado e ad una città fuori controllo. E giù, a valanga, il coro in rete e sui giornali. Alcuni deficienti notturni danneggiano i giochi per bambini a Porta S. Marco. L’assessora al decoro urbano si scaglia contro di loro. Ha tutte le ragioni. Peccato che se fosse accaduto qualcosa di simile quattro anni fa (e accadde, ad esempio ai giardinetti della Torre) non lei (che a quei tempi a diventare assessora a Siena neppure ci pensava) ma i suoi amici di partito avrebbero gridato al Bronx causato da amministratori incompetenti. E giù, a valanga, il coro in rete e sui giornali. Per dire come cambia la percezione e la narrazione della città secondo chi la governa.

Abacuc

IL SENTIERO

Oggi ho percorso, dopo parecchio tempo, il sentiero fra il parcheggio di Fontebranda Esterna e Porta Laterina. Parcheggio detto di Santa Caterina, che così si è ritrovata intestataria, oltre che di chiese e oratori, anche di un “ospizio di automobili” di cui non avrebbe potuto immaginare la futura esistenza. Il sentiero (che ho fatto in salita per tenermi in allenamento) è un lascito di amministrazioni di quelli di (parecchio) prima. Ha conosciuto alti e bassi nella manutenzione (più bassi che alti, anche con quelli di prima). Oggi l’ho trovato in forma: erba tagliata e soprattutto assenza di robacce. Complimenti all’assessore che (magari senza neppure conoscerne l’esistenza) ha ordinato il lavoro perché stava, chi sa da quando, nella gara di appalto delle aree verdi. Bisognerebbe mantenerlo così quel sentiero, per tutto l’anno (e non solo lui). Ci ripasso a gennaio e vi dico.

V. a v.

DI RIPICCA IN RIPICCA

All’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università per Stranieri il sindaco non manderà la Balzana e le Chiarine. Motivo? Le affermazioni del nuovo rettore, Tomaso Montanari, a proposito dell’uso ideologico e politico da parte della destra italiana del dramma delle foibe. A De Mossi non sono piaciute e per questo ha mostrato a Montanari il cartellino rosso, dichiarandolo fuori dalla comunità senese. Qualcuno ha fatto osservare che Balzana e Chiarine appartengono alla città intera e non al sindaco in carica. E che le istituzioni (Unistrasi in questo caso) non coincidono con chi le dirige sul momento. Osservazione inascoltata. D’altra parte litigiosità, ripicca e uso di parte dei simboli collettivi sono la cifra di questa amministrazione da quando si è insediata.

Ma a proposito di foibe, come si può leggere più avanti, c’è per fortuna anche qualcuno che se ne occupa seriamente dal punto di vista storico, senza farne il terreno di scontro ideologico come purtroppo sta accadendo.