NUOVI CANCELLI IN PIAZZA? MEGLIO IL NUMERO CHIUSO

Torno ancora sui nuovi cancelli nello steccato di Piazza del Campo. La grande bruttezza ha scritto qualcuno. E tale rimarrà anche se la ditta che li ha realizzati afferma che con un po’ di vernice e qualche rivestimento ligneo il loro impatto sarà attenuato (magari è vero; e d’altra parte che dovrebbe dire la ditta produttrice?). La domanda che mi (ri)pongo è questa. A che serve un simile intervento? Alla sicurezza è la risposta. Ma alla sicurezza per quante persone? Perché se l’intervento fosse stato pensato per ampliare il numero delle persone che possono accedere a Piazza del Campo (mille in più? duemila? tremila?) sarebbe come bruciare i lenzuoli per fare la cenere, o schiacciarsi eccetera, e via così con proverbi simili. Al senese contradaiolo che gliene importa che in Piazza ci siano più turisti di quelli consentiti negli ultimi anni? Nulla. Invece gliene importa eccome che la Piazza non venga snaturata. E dunque se il problema è la gente, per evitare la grande bruttezza incombente, che meno gente ci sia. Ma ormai, come al solito, la decisione pare presa senza che, come al solito, il mondo contradaiolo sia stato neppure minimamente interpellato.

V. a v.

Ps. Leggo che sindaco e assessori hanno fatto il giro dei cantieri dei lavori pubblici (in verità quasi tutti a futura memoria, nel senso che la maggior parte non è ancora in atto). Chi sa perché hanno saltato il ponte di Ravacciano che da mesi sta dentro una maestosa impalcatura (con semaforo a senso unico alternato) senza un operaio che ci metta mano.

 

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DA ULULATO

Dopo i palchi dei vicoli (quelli del Magistrato delle Contrade ed alle Contrade assegnati) ridotti di oltre la metà dei posti per creare più agevoli uscite da Piazza (provvedimento in una certa misura tollerabile poiché, come avevamo scritto anche su questo blog in passato e di recente, alle norme di sicurezza in qualche modo occorre adeguarsi) arrivano gli steccati meccanici (nella foto). E’ vero che con il tempo l’occhio si abitua a tutto, ma questi sono da ululato. Brutti e impattanti che di più non si poteva. Era meglio, parecchio meglio, continuare con il contapersone e limitare il numero degli spettatori delle Prove e del Palio. E comunque c’è da chiedersi cosa abbia fatto il Comune nell’ambito della commissione per la sicurezza per impedire-limitare questo vulnus estetico.

v. a v.

COMUNE CONTRO CONSORZIO: RETROMARCIA, TREGUA, VITTORIA DEL BUON SENSO?

Il Comune, il Magistrato delle Contrade e il Consorzio per la Tutela del palio hanno emesso il seguente comunicato (https://www.radiosienatv.it/palio-comune-magistrato-e-consorzio-contratto-rai-fino-al-2020-ma-in-seguito-accordo-diverso/) a proposito della gestione delle immagini. Se ne evince: 1- la proprietà delle immagini del Palio è a mezzadria fra Comune  e Contrade (si sapeva, ma forse qualcuno lo aveva dimenticato) e dunque Comune e Contrade non possono non collaborare: 2- la delibera con cui il Comune revocava al Consorzio la gestione delle immagini del Palio era un sorta di avvertimento e nulla di più (magari andrà fatta un’altra delibera  in cui lo si precisa?); 3- fino al 2020 rimane in essere il contratto con la Rai salvo modifiche eventuali concordate fra Rai e Consorzio (sentendo in tal caso il Comune, come è sempre accaduto in passato); dal 2020 se ne riparlerà per il 2021. Retromarcia del Comune, tregua, vittoria del buon senso? Ognuno scelga la sua. Rimane il quesito: perché tutto questo casino?

V. a v.

Ps. Ero fra i senesi un po’ spazientiti dal silenzio del Magistrato delle Contrade e del Consorzio su una materia così incandescente. Temevo acquiescenza ed inerzia. Per fortuna mi sbagliavo: almeno in questo caso la scelta del il silenzio ha favorito un risultato positivo.

SPERIAMO NELLE MILLE MIGLIA

Non manca coraggio all’amministrazione comunale. Che fa cose che quelle precedenti neppure pensavano. Come riempire il “sacro” mattonato di Piazza del Campo (seppure protetto da tappeti di plastica verdi) di automobili (seppure d’epoca) delle Mille Miglia (seppure manifestazione di prestigio). Roba che avrebbe fatto venire le traveggole ai senesoni a corrente alternata (da una decina di mesi in modalità off). O come l’eccesso di ospitalità che ha portato a offrire gratis ai piloti non solo il luogo, ma anche il pranzo. A spese delle casse comunali. Si dice che ci sarà un ritorno in pubblicità o addirittura in investimenti perché fra i ricchi a cui si è offerto il pranzo potrebbero esserci quelli che torneranno per risolvere questioni come S. Maria della Scala, Monna Agnese eccetera, o per creare posti di lavoro. Speriamo. Altrimenti…

PALIO, CAZZOTTI E INDAGINI: SE NON CI PENSATE DA VOI SI PENSA A TUTTO NOI

La notizia di alcuni giorni fa dell’apertura di un fasciscolo sul fronteggiamento Nicchio-Montone nel Palio di luglio dell’anno passato ha creato sconcerto. Nulla di eclatante era accaduto. Lo scontro era stato breve. Nessuno refertato. Nessun esposto. Nessuna vendetta, come da consuetudine. Nessun allarme sociale. Perché dunque l’indagine, si sono chiesti in molti? Risposta 1: perché da tempo, da parte della magistratura, c’è una stretta sui cazzotti per il Palio,  la cui matrice storica e rituale di una tradizione antica che può essere eventualmente un’attenuante, ma non un motivo di esclusione dall’avvio di procedimenti giudiziari. Risposta 2: perché così si intende dissuadere dal ripetersi dei fronteggiamenti fra Contrade, lievi o pesanti, brevi o prolungati che siano. Risposta 3: perché si vuole dire ai senesi che il Palio non è fuori e al di sopra della legge. A queste tre risposte si aggiunge un interrogativo che circola per Siena: la decisione del Comune di non più sanzionare a termini del Regolamento del Palio i cazzotti in Piazza (se fatti secondo tradizione eccetera eccetera) e di presentarli come liberi da ogni tipo di punizione, compresa quella della giustizia paliesca (interrompendo così una prassi consolidata che in passato aveva trovato, o per lo meno sembrava, un equilibrio con la giustizia ordinaria), può aver accentuato ulteriormente l’attenzione degli organi giudiziari anche sugli episodi davvero più tradizionali e contenuti? Detto in parole semplici: se non ci pensate da voi con una censura, una deplorazione, una o più squalifiche, si pensa a tutto noi. Vai a sapere.

Abacuc

IL PALLIUM PIÙ ANTICO

Il giorno dopo la presentazione ufficiale, sono andato a vedere il palio (pallium) riscoperto nei magazzini dell’Opera del Duomo (dove si trovava ben conservato, ma dimenticato o quasi, dagli anni ’50). È esposto alla Santissima Annunziata, parte del percorso museale del S. Maria della Scala. Velluto rosso trapunto in oro e foderato, sul retro, da pelli di vaio cucite l’una all’altra. Come si vede, per fare un esempio, all’interno del padiglione che accoglie la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Con la differenza che non si tratta di un’immagine dipinta, bensì di un manufatto nella sua concretezza materiale. Datazione, primi anni del ‘500. Funzione, dono del Comune alla Cattedrale in occasione della festa “nazionale” della Repubblica senese intitolata a Maria Assunta. Il palio (che ha solo un rapporto indiretto con quello delle Contrade, nel senso che fa intravedere come dovevano essere gli originari premi delle varie competizioni ludiche che si svolgevano nella città) non ha la ricchezza iconografica di tanti arazzi coevi, ma per materiali, fattura, tecnica di fabbricazione, dimensione (quasi otto metri), datazione, è un’opera davvero notevole e forse unica in Italia.

V. a v.

LA GAZZETTA CANCELLA IL POST IN CUI ACCOSTAVA CONTRADE E SQUADRE DI CALCIO

https://www.gazzetta.it/Foto-Gallery/Calcio/Serie-A/13-05-2019/calcio-palio-quante-somiglianze-3301564824077.shtml

Ho cliccato questo link e non si apre. Tre ore fa si apriva. E’ stato rimosso. La Gazzetta dello Sport aveva avuto la pensata di accostare le maglie delle squadre di calcio ai giubbetti dei fantini delle Contrade (La Lupa alla Juve, la Civetta al Cagliari, la Pantera al Genoa, l’Aquila al Frosinone, eccetera; chi sa come le è sfuggito l’Istrice alla Samp), seguendo un’infelice battuta di Boniek di qualche giorno per criticare la nuova divisa della Juve. Di sicuro la Gazzetta ha saputo (lo doveva sapere prima) che i simboli delle Contrade sono coperti da copyrigth. Come ha fatto a scoprirlo? È intervenuto il Consorzio tutela Palio (quello che sembra non serva a nulla secondo alcuni in alto e in basso) ed ha potuto chiudere l’incidente senza neppure minacciare azioni legali, ma semplicemente facendo arrivare il giusto messaggio. Senza clamore.

V. a v.

I CINESI ARRIVANO IN PIAZZA DEL CAMPO

L’ho visto stamani ed è una novità assoluta: un bel negozietto cinese (pelletteria ed altro) a S. Martino, in Piazza del Campo. Ho subito pensato ai leghisti (e affini) nostrani che, in altra situazione politica, avrebbero lanciato una campagna improntata al lamento sulla decadenza della qualità e sull’omologazione in basso dei negozi nel centro, all’invettiva in stile Trump contro il pericolo giallo che si affaccia addirittura nel luogo più sacro per i senesi, alla domanda stizzosa “ma il Comune che fa per impedire tutto ciò?”, al ritornello “pora Siena” che ci ha accompagnato per anni e che ora è magicamente scomparso. Invece il destino beffardo ha voluto che i cinesi aprissero il loro negozietto in Piazza del Campo proprio quando al governo della città ci sono i leghisti. Relegandoli nel silenzio.

Abacuc

Ps. A proposito di silenzio è da segnalare quello pressoché assoluto intorno alla mozione di Susanna Cenni (parlamentare Pd) nella quale si chiedeva al governo la restituzione al Comune di Siena dei soldi del “Bando perifeferie”. Mozione respinta anche con i voti di altri due parlamentari di riferimento senese, Borghi (Lega) e Migliorino(5S) (https://www.radiosienatv.it/respinto-il-voto-sul-ripristino-delle-risorse-per-siena-proposto-dalla-parlamentare-susanna-cenni-contrari-anche-borghi-e-migliorino/). Così è.

UN EURO

La Nazione ci informa che un fondo inglese, ad hoc costituito, intende rilevare dalla Polisportiva Mens Sana il palazzetto e i terreni circostanti. Al prezzo simbolico di un (1) euro. In cambio offre alla Polispirtiva una palestra (che dopo 30 anni diverrà di sua proprietà) e alla città l’adeguamento del palazetto all’antisismica, ma soprattutto nuovi impianti, compresa una piscina, nuovi parcheggi e, si può presumere, una quota di negozi al servizio di tutto ciò. Va bene che non è più l’era di Mps (con i di cui soldi il palazzetto fu costruito), è vero che le alternative sono poche e nebulose, è vero che a forza di raccontare al mondo la storia di una città distrutta e alla canna del gas qualcuno ci può credere e pensare di venire qui con 1 euro a fare una grossa operazione edilizia e commerciale. Ma forse così si esagera. O almeno questa è l’impressione (anche della Polisportiva, anche del Comune). Si aggiunge l’interrogativo di chi siano i suggeritori senesi della proposta.

V. a v.

SCUOLE: PROTESTE E MALUMORI

L’amministrazione comunale sembra avere qualche problema con le scuole. 1- E’ di ieri la protesta in Piazza del Campo di insegnanti e genitori contro l’ipotesi (qualcosa di più stando agli atti) di statalizzazione e di esternalizzazione di una parte delle materne e degli asili comunali. La mediazione tentata di fronte al Prefetto, durante la quale il Comune avrebbe potuto far marcia indietro, è fallita. Di qui una raccolta di firme (più di seicento) e la manifestazione per non portare scompiglio in un servizio pubblico unanimemente ritenuto di qualità. La posizione dei capogruppo consiliari di maggioranza che, per difendere l’assessore all’istruzione, hanno commentato l’evento in modo stizzito liquidandolo come un atto strumentale del sindacato Cgil (qui la risposta della Cgil http://www.ilcittadinoonline.it/lavoro/sindacati/cgil-grave-lattacco-alle-forme-di-lotta-democratica-e-allattivita-sindacale/) non è il miglior viatico per una soluzione della faccenda. Sul cui reale motivo di innesco aleggia il sospetto di una “volontà penalizzante” dettata da motivi ideologici intorno al ruolo, alle finalità, ai metodi dell’istruzione pubblica nel settore dell’infanzia. 2- E’ di oggi la lettera di protesta di alcuni genitori per la condizione del Castagno (http://www.ilcittadinoonline.it/lettere/il-castagno-la-scuola-fantasma/) in cui si lamentano ritardi e scarso ascolto. Per risistemare il Castagno c’è un finaziamento regionale intercettato dalla precedente amministrazione, la cui scadenza di impegno è a metà di agosto. Esiste dunque la concreta possibilità che, nonostante il ritardo nella progettazione, si riesca ad impegnarlo. 3- E’ di qualche tempo fa il malumore per il tetto della Saffi danneggiato da un temporale e dichiarato a posto con lavori che vennero definiti addirittura a tempo di record. Poi gli odori delle vernici in alcune aule hanno dimostrato che il record non c’era ed una parte degli alunni è stata spostata alla S. Bernardino fino a fine anno scolastico. 4- Andando ancora più indietro i soldi del bando periferie, “ibernati”dal governo con l’impegno di “scongelarli” a futura memoria (provvedimento contro cui a Siena ci si è ben guardati dal protestare a differenza anche di molte altre amministrazioni di destra), ha fermato l’iter della nuova scuola primaria di S. Miniato che dovrebbe sostituire quella dell’Osservanza. Il progetto è rimasto nel piano comunale delle opere pubbliche, ma ancora privo della viabilità e soprattutto “ibernato”.

V. a v.

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