AVVERSIONE

L’amministrazione comunale pare avere una linea chiara nella gestione dei servizi e del settore museale: mettere fine alle esternalizzazioni riportando alcune funzioni all’interno e dando affidamenti in house per evitare le gare. A tale scopo è ben disposta a fare assunzioni e ad incentivarne nelle partecipate. Ne è la prova la riscossione delle tariffe affidata a Siena Parcheggi, alla quale, nel prossimo futuro, andrebbero anche le casse del S. Maria della Scala. Gli anni a venire diranno se si tratta di una scelta corretta sul piano delle tre “e”, economicità, efficienza, efficacia. C’è però l’eccezione: i nidi e le scuole comunali dell’infanzia. In questo caso (fra le proteste della CGIL e di recente anche del PD) è forte e ricorrente la tendenza a dismettere un servizio che funziona bene (economico, efficiente, efficace), trascurandolo e progettando affidamenti esterni. Difficile trovare una spiegazione a questo doppio binario. L’unica, un’avversione di tipo ideologico.

V. a v.

QUATTRO GIRI

Oggi quattro giri di fortezza, due esterni e due interni. Mascherina e autocertificazione in tasca (camminata a passo svelto, anche se in progressione calante). Distanza coperta, un po’ più di 5 Km. Mentre camminavo è stato inevitabile pensare. Pensiero 1- La Fortezza è frequentatissima da persone di tutte le età che fanno attività fisica aiutate anche da attrezzi ginnici fissi (ce ne sono anche nel Parco del Tirassegno), posizionati anni fa. Il luogo ha dunque una sua vocazione consolidata. Pensiero 2- Consolidati sono anche gli interventi strutturali (pavimentazioni dei bastioni, aiole, messa in sicurezza degli affacci). Tutta roba ormai attempata. Pensiero 3- Negli ultimi tre anni, di opere strutturali neppure l’ombra, in particolare dove ce ne sarebbe più bisogno, ovvero nel piazzale e nell’anfiteatro (unici interventi, il cambio di alcuni riflettori, la riattivazione in estate delle due fontane e, fatto azzeccato, ma non strutturale, il bar estivo nel bastione S. Domenico con annesse iniziative culturali). Pensiero 4- In compenso si ventilano progetti di privati (gli armeni dell’ACN Siena e del nuovo stadio) che potrebbero svolgere i lavori che il Comune non fa (e neppure progetta, se non in linea di massima) in cambio di ritorni commerciali. Pensiero 5- Prima di slanciarsi troppo in là, forse sarebbe bene considerare che la Fortezza (con le necessarie migliorie di cui sopra) sta bene così com’è e come viene usata. Con questi cinque pensieri, alla fine del quarto giro mi sono ritrovato più stanco ad aver pensato che camminato. La prossima volta mi porterò le cuffiette con la musica.

V. a v.

SCUOLE TUTTE CHIUSE

Con la chiusura dei nidi, delle scuole dell’infanzia ed elementari decretata stamani dalla giunta, Siena va oltre quanto stabilito dalla Regione in merito alla zona rossa provinciale. Poiché nessuno si diverte a complicare la vita alla cittadinanza i numeri devono essere davvero preoccupanti. O comunque tali da indurre alla prudenza massima. Unica cosa che conforta è che la zona rossa provinciale è stata decisa in accordo fra Regione e sindaci (una concordia rara) e che l’ulteriore restrizione in Siena città è stata assunta da un giunta a maggioranza relativa leghista (cioè del partito che a livello nazionale agita e cavalca le riaperture) senza incontrare polemiche interne e neppure dell’opposizione. Se non quella sottotraccia secondo cui sarebbe stata forse opportuna la chiusura dei luoghi della movida quando, nelle cinque settimane di zona gialla, le situazioni troppo affollate potevano far prevedere il peggio.

V. a v.

PS. Dopo la stamburata propagandistica, la faccenda dei vaccini prodotti (o semplicemente infialati) in Italia sta assumendo la sua reale connotazione. Vale la pena provarci, ma ci vorranno comunque molti mesi. La strada maestra rimane dunque quella di avere i vaccini da chi li produce o li produrrà a breve. E ciò, nonostante la fregatura in corso del mancato rispetto dei contratti, lo si può fare solo con il peso dell’Europa. Salvifiche scorciatoie autarchiche scorciano ben poco e possono essere solo un coadiuvante.

DI NUOVO IN ROSSO

La provincia di Siena (con Pistoia) in zona rossa da sabato. Gli sforzi per evitarla (ultima la chiusura delle scuole medie e superiori a Siena) sono stati inutili. Ci sarà l’ennesima gara ad assegnare le colpe. A tutti meno che a se stessi. In situazione analoga un anno fa probabilmente sarebbe stata rossa l’intera regione. Oggi solo due province, secondo il principio delle chiusure localizzate. Nel tentativo di salvare il resto del territorio regionale. Speriamo che il sacrificio serva a qualcosa. Anche se ci credo poco.

V. a v.

VACCINO NOSTRALE

Quando ancora nessuno ne parlava i sindacati avevano più volte invitato GSK a produrre un vaccino anticovid nel sito di Rosia. Le risposte erano state nei fatti negative. Oggi l’ipotesi sta riprendendo un po’ di quota. La spingono le carenze di forniture vaccinali dall’Europa e la possibilità di finanziamenti regionali e forse nazionali. Potrebbe avere un ruolo facilitante anche la decisione del comune di Sovicille di concedere terreni per ampliare lo stabilimento seppure dentro precisi parametri di tipo paesaggistico e ambientale. Ma a questi elementi se ne contrappongono altri. In primo luogo i tempi di riconversione dai vaccini attualmente in produzione all’anticovid. Tempi che richiederebbero molti mesi pur essendo già disponibili i macchinari. In secondo luogo pesano le strategie aziendali e i rapporti di collaborazione/concorrenza fra grandi industrie farmaceutiche. Insomma, un percorso per nulla facile sotto vari punti di vista. E di sicuro senza quei poteri taumaturgici che certa propaganda politica sovranista lascia intravedere.

LA GARA PER LO STADIO

Pare che, alla fine, la gara per lo stadio preveda un affidamento di dieci anni e lavori di adeguamento alle norme di sicurezza per 1 milione e duecentomila euro. Sarebbe dunque escluso ogni mega progetto di ricostruzione. Almeno fino a quando la squadra non arriverà a serie superiori. Il modello Udinese, gli spazi commerciali e quant’altro era stato prospettato come cosa quasi fatta dall’ex vicepresidente di ACN Siena hanno subito uno stop. Probabilmente non senza contrasti politici nella maggioranza consiliare. Una volta tanto bisogna riconoscere ,una decisione giusta.

Giovanni Gozzini lo conosciamo come storico e divulgatore, apprezzato per le sue ricerche e per il suo insegnamento. Per evitare l’ipocrisia è questa una premessa necessaria. In base alla quale la condanna ai pesanti insulti di carattere sessista (seguiti da scuse) che Gozzini, parlando a una radio fiorentina, ha rivolto a Giorgia Meloni diviene ancora più netta.

TUTTOFARE

Siena Parcheggi era nata per gestire la sosta e la mobilità per conto del Comune di Siena. E proprio questo compito ha svolto bene nel corso dei decenni portando anche parecchi soldini nelle casse comunali. Di recente, com’è noto, è stata caricata anche del compito della riscossione di tasse locali (il solo PD ha sollevato qualche perplessità) paracadutandola su un terreno lontano dalla sua missione originale (missione che offrirebbe importantissime prospettive nella mobilità ecosostenibile ed avrebbe bisogno per questo motivo di concentrazione nel progettare e nell’attrarre risorse nazionali ed europee). Gira voce che alla scadenza del contratto di gestione del S. Maria della Scala fra Comune e Opera Laboratori, scadenza che dovrebbe comportare la chiusura della biglietteria unica Musei Opa-S. Maria (che al S. Maria ha portato un non trascurabile aumento di ingressi), Siena Parcheggi potrebbe ricevere anche l’incombenza della bigliettazione dell’antico ospedale. Divenendo così un tuttofare.

V. a v.

SIENA NELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA E DIGITALE

Un’economia circolare in una società ecosostenibile e digitale è il programma dell’Europa che proprio su questa prospettiva metterà i soldi per i piani di ricostruzione post-covid dei vari Paesi. Era un obiettivo anche dell’affossato governo Conte bis. Lo è ancora di più del neonato governo Draghi nel quale pare aver acquisito centralità assoluta. E Siena? In un recente articolo su La Nazione, Angelo Riccaboni, presidente del Santa Chiara Lab ed esperto internazionale di sostenibilità, ha sottolineato come la città e la sua provincia si trovino in una buona condizione di partenza per partecipare alla corsa di trasformazione epocale, dal momento che “tutti gli osservatori internazionali sono affascinati da un territorio […] nel quale lo sviluppo delle scienze della vita e della sanità è tradizionalmente innestato in un contesto culturale e sociale ricco di storia, tradizioni, istruzioni, conoscenze e prestigiose università, mentre nelle campagne il rispetto della natura ha prodotto bellezza ed elementi competitivi distintivi”. Di qui la sottolineatura dell’occasione storica che si presenta per programmare, progettare, investire nella “sostenibilità integrale e nella digitalizzazione” attraendo “cervelli, talenti e nuove imprese”, nonché turismo di qualità. Già c’erano idee in tal senso per il futuro di Siena costretta a reiventarsi dopo la crisi della monocultura bancaria. Ed oltre alle idee ci sono stati anche passi concreti, segni interessanti di resilienza. Ma ciò che da oggi che si prospetta è un deciso salto verso un progetto di città qualitativamente nuovo che la politica locale dovrebbe fare proprio, guardando all’Europa e al mondo. Altro che il rinserrarsi in una Siena a chilometro zero come recitava un poco felice (e purtroppo attuato) slogan dell’ultima campagna elettorale.

V. a v.

ALTRO CHE SERIE C

Con il ritorno di Gilardino l’orizzonte fosco in cui la squadra del Siena era precipitata si è rasserenato (anche se il mercato per il momento registra solo uscite e nessun rafforzamento). Di partite e di punti a disposizione per centrare la serie C ce ne sono. Invece sembra incasinarsi la faccenda della ristrutturazione dello stadio. A quanto si capisce la holding armena che sta dietro ACN Siena è poco interessata ad assumersi i costi per la manutenzione indispensabile alla sicurezza dell’impianto così com’è ora. Potrebbe accollarselo se la gara di assegnazione prevedesse la concessione da parte del Comune del diritto di superficie per tantissimi anni (ad esempio 99) in cambio di denari (da ricevere nel medesimo lungo arco di anni) e una ristrutturazione complessiva che preveda progetto e realizzazione. Insomma, il modello Udinese. D’altra parte, dopo il fallimento della gestione Durio, sarebbe stato proprio questo il motivo dell’assegnazione del titolo sportivo agli armeni e non ad altri. A causa anche dei cattivi risultati sul campo, il meccanismo parrebbe essersi inceppato. Probabilmente verrà rimesso in moto. Ma la perplessità e i dubbi sono tanti. In primo luogo c’è la sgradevole sensazione che il titolo sportivo sia stato acquisito pensando più che altro ai lavori e ai guadagni da fare in un’area nel cuore di Siena (altrimenti non si annuncia uno stadio da 20mila posti stando in serie D). In secondo luogo ci sono interrogativi che pesano come macigni. Quale sarà l’area da dare in concessione? Solo la conca del Rastrello o anche la zona esterna fino alla Fortezza? E in tal caso per farci cosa? Quali e quante saranno le attività remunerative (negozi, palestre eccetera) nel nuovo impianto? E in che rapporto verranno a trovarsi con il tessuto commerciale della città e del centro storico in particolare? Come si risolverà il problema del traffico se si incrementerà l’attrazione in una zona già congestionata? Qual è il legame con la pianificazione urbanistica (Piano Operativo) in corso? Altro che serie C. Qui è in gioco ben altro. Prima di procedere forse sarebbe il caso che Siena e i senesi ne potessero discutere?

Abacuc

ESPERIMENTO FALLITO

L’esperimento di inserire allenatori stranieri alla guida del Siena è fallito. La contestazione dei tifosi è comprensibile. Le colpe sono tuttavia di una cultura (quella del calcio come ragione di vita che, di fronte a quattro risultati negativi, ha decretato una condanna senza appello) e delle istituzioni che non hanno dato supporto a imprenditori disposti a mettere soldi a vantaggio della città nello sport e non solo. Questo il pensiero del vicepresidente senese di ACN Siena 1904 (https://www.radiosienatv.it/acn-siena-bellandi-giusta-la-contestazione-ma-ci-aspettavamo-di-piu-dalle-istituzioni/). Volendo guardare all’aspetto politico si delineano dissapori dentro la maggioranza che regge il Comune. Il vicepresidente è stato infatti uno degli artefici della vittoria elettorale del Sindaco De Mossi e, secondo vox populi, pur non avendo incarichi ufficiali nell’amministrazione comunale, vi gode di attento ascolto. Le istituzioni a cui si riferisce, citandole al plurale e senza nomi, in realtà non possono essere altro che il Comune e in particolare l’assessore allo sport che alcuni giorni fa espresse parole pesanti verso la proprietà del Siena. Registrato questo aspetto, a colpire sono anche il passaggio sul futuro dell’assetto societario, di cui ben poco si capisce, e la presa d’atto della mancanza di un nuovo allenatore a tre giorni dall’impegno con la Pianese.

Abacuc

PS. La voce (di cui abbiamo scritto ieri) della candidatura di Giuseppe Conte per il PD e il centrosinistra nel collegio senese alle suppletive di primavera pare sgonfiarsi. Speriamo.