ADDIO CONTROCORRENTE

NON ci duole informare i lettori che con questo articolo La Martinella di Siena cessa le pubblicazioni. Perché? Semplicemente perché tutte le cose finiscono. Abbiamo scritto per anni attraversando varie stagioni politiche (dal periodo commissariale seguito alla crisi della giunta Ceccuzzi, alla giunta Valentini, all’attuale amministrazione comunale guidata da De Mossi, nata dalla vittoria “storica” della destra nel 2018) sempre schierati con chiarezza da una parte (la sinistra) ma in maniera non ottusa, né strumentale e tanto meno offensiva verso chicchessia. E soprattutto sempre controcorrente rispetto ai “racconti” politici, alle “rappresentazioni”che, volta a volta, hanno prevalso, spesso imperato, in rete. Controcorrente di fronte all’ossessiva descrizione di Siena come città distrutta quando la destra era lanciata alla conquista del potere. Controcorrente, a conquista avvenuta, di fronte al plumbeo silenzio su qualsiasi problema vecchio e nuovo irrisolto, se non addirittura aggravato o creato. Oggi che le elezioni comunali del 2023 sono vicine, quel silenzio è rotto (più o meno bene) da varie parti. Anche per questo La Martinella di Siena può tacere.

A PROPOSITO DELL’IDEA DELLA DIANA SULL’ACQUA DEI BOTTINI

L’acqua dei bottini per la Lizza e il Rastrello? Il sindaco ci crede: “Grazie La Diana”

Da una settimana si discute di questo. Ottimo. Ma possibile che nessuno ricordi che un intervento del genere fu attuato alla fine degli anni ’90 del secolo scorso? Funzionava così. L’acqua del Bottino di Fontebranda veniva innalzata dal pozzo del Campino (parcheggio) di S. Prospero, portata alla vasca cinquecentesca (recuperata e restaurata; c’è ancora per fortuna ma vuota) del Ponte della Vecchia e da lì distribuita (tubi in polietilene e augelli a scomparsa) ad una parte delle aiuole del Parco delle Rimembranze. Poi tutto fu abbandonato, vai a sapere perché (unica avversità oggettiva e non lieve il calcare). Ma se si va a guardare, magari si scopre che pompe e rete di distribuzione sono ancora al loro posto per quanto presumibilmente malandati.

V. a v.

IL QUINTO ANNO

All’inizio del quinto anno di mandato trascorso nella sostanziale inerzia di lavori pubblici e a fronte di parecchi soldi avanzati, fermi nelle casse del Comune di Siena, pare che prendano il via alcuni cantieri di una certa importanza. E che, dopo aver fatto trascorrere 1450 giorni, si proceda a soddisfare qualche richiesta di quartiere come l’Aru in Valli. C’è anche caso che, viste le cifre dell’ avanzo, si decida, nel prossimo futuro, una qualche riduzione fiscale e tariffaria. Al voto si andrà fra un anno ed è difficile sfuggire all’impressione di un tentativo in extremis di captare benevolenze e di mettere qualcosa nel rendiconto politico da presentare in campagna elettorale. Funzionerà? In genere no, perché non sono le opere del quinto anno a fare cambiare ai cittadini elettori il giudizio su un’amministrazione. Anzi, quasi irritano.

V. a v.

IL LESSO

“De Mossi mi sembra più preoccupato di crearsi delle aderenze se non dovesse più fare il sindaco e tornare a fare l’avvocato”. A dirlo al Corriere di Siena non è qualcuno dell’opposizione, bensì un esponente della destra: Tommaso Marrocchesi Marzi, già competitore (sconfitto) di Enrico Letta nelle elezioni suppletive dello scorso autunno. È una considerazione che di certo non va a sostegno di una ricandidatura di De Mossi. Tanto più se si considera che Marrocchesi Marzi come candidato al Parlamento era stato scelto da Salvini e dunque dalla Lega. Saranno i cascami delle fibrillazioni per un rimpasto di giunta non gradito, sarà la percezione dell’ aria che tira, sarà qualche sondaggio, saranno le preoccupazioni per potenzialità delle altrui candidature a sindaco già partorite (Terzo polo) o in complessa gestazione (PD e centrosinistra), sta di fatto che, per un bis di De Mossi alla guida di un centrodestra unito e convinto di confermarsi al Comune, il lesso è forse meno cotto di quanto si poteva pensare.

Filrouge

IL CANDIDATO DEL TERZO POLO

Aveva ipotizzato di rivelare il nome a settembre. Invece il Terzo Polo (sei gruppi politici piuttosto disomogenei ma uniti dall’ antipartitismo) anticipa i tempi e schiera fin da ora il suo candidato a sindaco. A conferma delle indiscrezioni è Fabio Pacciani (https://www.sienanews.it/toscana/verso-il-2023-nel-terzo-polo-chiusa-la-partita-su-pacciani-la-prossima-settimana-la-presentazione-da-candidato/). Mai iscritto ad un partito né impegnato in politica, è stato rettore del Bruco e del Magistrato delle Contrade. Ora si è convinto a fare il “salto”. La moderazione è la sua caratteristica saliente. Dunque un candidato che può ambire al ballottaggio a danno del candidato di destra (De Mossi probabilmente) oppure di quello (ancora sconosciuto) di centrosinistra. E poi lottarsela proprio perché né di destra né di sinistra.

Filrouge

A OGNUNO IL SUO

Sgarbi al palio di Ferrara sfida Siena: “L’obiettivo è battere quello senese”

Vale la pena commentare solo per riderci un po’ su. E il commento è semplice. A Siena nessuna delle 17 Contrade farebbe monturare Sgarbi da Paggio Maggiore o da Duce. E neppure il Comune da Vessillifero a cavallo con la Balzana (che apre la Passeggiata Storica subito dietro ai Mazzieri). A Ferrara invece l’hanno vestito da Ercole d’Este. La differenza è fra una messa in scena e qualcosa di vero (in tutti i suoi aspetti, compreso il monturarsi). E che ognuno si tenga il suo di Palio. Senza rincorse.

V. a v.

FORTEZZA

In Fortezza ci saranno alcuni eventi estivi ma niente bar nel bastione S. Domenico (dove si svolgevano varie iniziative culturali e musicali). Il Comune non ha rinnovato la convenzione con i gestori e non ha indetto una nuova gara. La spiegazione (da inserire nel contesto della caccia al voto per le comunali 2023) la lasciamo a Francesco Burroni. In versi ovviamente.

REQUIEM PER IL VIVIFORTEZZA

Sì dice ci sia stata una raccolta
di firme dei nostri commercianti
che come ben sapete sono tanti
che hanno detto: “Basta! questa volta

niente ViviFortezza… ‘un ci so’ santi!
Tanto, si sa, il Comune a noi ci ascolta
e poi vedrai la gente se ‘un è stolta
viene a mangia’ ne’ nostri ristoranti!

Addio concerti e birre nelle sere
d’estate, niente vita…che tristezza!
E allora intoniamo il Miserere

e recitiamo una bella preghiera
per salutare il MuoriFortezza
…ma a mori’ è la città intera😭

Francesco Burroni

COMPRACIBO ADDIO

Inizia con una delusione e con una lamentela l’opera del nuovo assessore al commercio Stefania Fattorini. La rassegna Buyfood lascia Siena e se ne va a Firenze (https://www.radiosienatv.it/fattorini-buyfood-a-firenze-decisione-inspiegabile/). Per “colpa” dell’assessore regionale Saccardi, si dice. Ovviamente sarà interessante conoscere le motivazioni. La sede di Buyfood era il S. Maria della Scala. Deprivato (purtroppo) di visitatori culturali (un migliaio nel ponte di Pasqua rispetto ai ventimila dei musei del Duomo; appena 120 ingressi al giorno nel periodo gennaio-aprile) a causa di un’offerta quasi inesistente (nessuna mostra di rilievo) e di una scarsa promozione, e gonfiato (purtroppo) di eventi commerciali alimentari ed enologici, ora perde anche uno di essi.

V. a v.

L’ASSOLUZIONE E LA VIGILANZA

La sentenza di appello nel procedimento giudiziario sulla crisi di MPS che ha assolto Mussari, Vigni e altri (compresi tre istituti di credito stranieri) da varie accuse fra cui l’ostacolo alla vigilanza, oltre ad una verità giudiziaria delinea un verità storica. Che può essere riassunta in due punti. 1- Se non ci sono stati reati, c’è stato tuttavia, da parte degli amministratori “senesi” di MPS, un colossale errore provocato da un mix di incompetenza, supponenza, incapacità di discernere fra cattivi e buoni consigli. Cosa che, sul piano politico e morale, non diminuisce di nulla le enormi responsabilità. 2- Se gli assolti non hanno né ostacolato la vigilanza (Banca d’Italia, Ministero delle Finanze), ciò implica che la vigilanza non ha vigilato a dovere e non ha impedito ai “senesi” di premere il bottone che causò il disastro del terzo gruppo bancario italiano .

V. a v.

ORMEGGI

Come i marinai rafforzano gli ormeggi di fronte alla burrasca, così il Comune di Siena in vista delle elezioni 2023. L’ultimo che è stato rafforzato è quello che leggete di seguito (https://www.sienanews.it/toscana/terre-di-siena-convention-bureau-alberto-tirelli-nuovo-presidente/). Altri avranno il loro rinforzo nei prossimi mesi. Qualcuno in passato si era chiesto se “Terre di Siena convention bureau”, creato dall’allora assessore al commercio Alberto Tirelli, servisse davvero e a cosa. Oggi ha una risposta.

Abacuc